10/02/2009

NEGAZIONISMO e REVISIONE STORICA

A Simone Schiavi - Movimento Sociale Fiamma Tricolore, e a quelli che come lui non solo non hanno memoria, ma tentano di confondere i fatti storici, accomunando (volutamente e provocatoriamente) "la guerra mondiale" con la "Resistenza" (parola che per lui deve essere una bestemmia visto che non la menziona mai), praticando un appiattimento tramite la descrizione del tutto con la semplificazione "i fatti della seconda guerra mondiale". (il Cittadino del 9 febbraio). La condivisione temporale di un pezzo dello stesso periodo storico non significa che facciano parte della stessa cosa. La guerra è stata voluta unicamente dai regimi nazista e fascista con atti di deliberata aggressione e con un progetto che voleva l'assoggettamento del mondo a sé stessi. La Resistenza è stato un atto di ribellione, conseguenza naturale a tale logica, dopo un ventennio di stragi, omicidi, violenze, torture e deportazioni subite. Non bisogna fare chiarezza, è sempre stato tutto troppo chiaro. Il ricordare ripetutamente e chiaramente questi fatti serve proprio nei confronti di chi, con affermazioni torbide e confuse, cerca di mettere tutti sullo stesso piano, aggressori ed aggrediti, fautori di un regime assassino e fratricida e uomini che hanno osato ribellarsi a tale regime. Il rigurgito fascista e negazionista che tenta di farsi strada grazie al tentativo di cancellazione della memoria storica e alla sua alterazione può essere controllato solo ricordando e sottolineando costantemente quanto realmente successo in passato. Il loro tentativo è la riabilitazione del fascismo tramite lo screditamento degli oppositori con una pratica di azzeramento dei crimini del passato portando tutti i protagonisti sullo stesso piano, con una pratica presente intrisa di violenza, intolleranza, razzismo, xenofobia che, guarda caso, ricalca proprio i fatti già visti nel periodo in questione. Non si possono mettere i campi di prigionia americani e degli stati alleati sullo stesso piano dei lager nazisti: ciò è agghiacciante. Ma che razza di essere umano è un individuo che fa un paragone di questo tipo? Nei campi di prigionia erano reclusi criminali nazisti e fascisti che avevano sterminato milioni di persone inermi la cui colpa era solo di quella di appartenere ad un gruppo etnico, di pensiero o a una religione considerati arbitrariamente illegittimi. Nei lager nazisti venivano annientate persone che non avevano commesso nessun crimine se non quello di esistere. A sessant'anni di distanza, col distacco emotivo procurato dal tempo trascorso, è facile tentare di mettere tutto sullo stesso piano; augurerei però a chi tenta di fare questa operazione di ritrovarsi nella situazione nella quale si sono trovati in quel periodo ebrei, rom, anarchici, gay o semplici oppositori del regime e chiederei loro, ammesso che riuscissero a sopravvivere, come si sarebbero comportati nei confronti di chi, per vent'anni, avesse procurato loro solo violenze, torture, privazioni e morte.
Il ripudio di ogni forma di violenza, sopraffazione, regime o ingiustizia sociale è doverosa per ogni essere umano, da qualsiasi parte provengano tali condizioni inique.
Cercare di legittimare logiche assassine criminalizzando chi a tali logiche si è opposto sia in passato che nel presente, è altrettanto criminale e meschino.
Fortunatamente l'antifascismo non è una parte politica, ma un fatto di coscienza, di voglia di giustizia e di pace e questo sentire è condiviso, grazie al cielo, dalla stragrande maggioranza della popolazione italiana.

Ivan Cattaneo
Associazione Culturale l'Officina del Futuro

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